La manovra 2024 affida agli organi di controllo un compito nuovo e delicato: verificare l’utilizzo dei contributi pubblici di entità significativa ricevuti dalle società e riferirne al Mef. Si tratta di un ampliamento significativo del ruolo tradizionale del collegio sindacale, che da garante interno della corretta amministrazione diventa anche snodo informativo verso lo Stato sull’uso di risorse pubbliche. Dal punto di vista dei sindaci, questa evoluzione è comprensibile sul piano della politica legislativa, ma presenta delle criticità che la disciplina attuativa dovrebbe affrontare. Destinatari del nuovo obbligo sono gli organi di controllo, anche in forma monocratica, senza distinguere tra collegio sindacale, sindaco unico, eventuali collegi di revisione in enti diversi dalle società e revisore legale esterno. Per chi esercita il controllo è essenziale che il decreto di attuazione chiarisca chi sia tenuto alle nuove verifiche e alla relazione al Mef e come si coordini nelle società di capitali il ruolo del collegio sindacale con quello di revisione legale o delle società di revisione.