Valori di mercato, strada in salita per delimitare le presunzioni

26 Maggio 2026 | Il Sole 24 Ore | Eugenio Della Valle, Francesco Pedrotti | Pag. 34

La legge delega sulla riforma fiscale 111/2023 prevede di limitare l’uso del valore di mercato come unica base per presumere maggiori redditi o minori costi, richiedendo altri elementi di prova. La misura inciderebbe su strumenti frequenti negli accertamenti fiscali, come l’antieconomicità d’impresa e il ‘valore normale’ del Tuir usato in chiave anti-elusiva. Attuare questa riforma è complesso, perché imposte sui redditi e Iva seguono regole diverse e precedenti tentativi normativi sono stati ridimensionati dalla giurisprudenza. La cassazione, infatti, ha continuato ad ammettere l’uso del valore di mercato in alcuni casi, specie tramite l’art. 9 del Tuir e le norme anti-abuso. Non è chiaro se la riforma riguarderà anche redditi diversi da quelli d’impresa, come la vendita di partecipazioni. Anche modificando le norme sull’accertamento, resterebbero aree scoperte in cui valore di mercato e abuso del diritto potrebbero ancora giustificare rettifiche fiscali. 

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