Decreto Omnibus. Le commissioni Finanze di Camera e Senato chiedono al Governo di rafforzare la convenienza del ravvedimento speciale, ovvero della possibilità di sanare il passato con lo sconto per chi aderisce al concordato preventivo biennale. Occorre garantire la conferma della platea di 461 mila partite Iva soggette a ISA che hanno scelto il patto con il Fisco nel biennio 2024-2025. L’operazione può trovare un punto di sintesi nel consentire il ravvedimento speciale anche sul 2023 per chi rinnova. Questo consentirebbe di estendere lo ‘scudo’ da accertamenti del Fisco anche all’anno precedente alla prima applicazione passando dallo schema già sperimentato negli anni passati ossia con una maggiorazione di imponibile e un’imposta sostitutiva tanto più bassa quanto più alto è il grado di affidabilità nei confronti del Fisco misurato attraverso il punteggio delle pagelle fiscali. Accanto a questo, in caso di rinnovo, il Parlamento chiede di prevedere una serie di premi fedeltà.