Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto Omnibus correttivo di precedenti decreti attuativi della delega fiscale. Nel testo sono previste novità importanti come lo scudo sui controlli per quattro anni (dal 2020 al 2023) e premi di fedeltà con semplificazioni su compensazioni e rimborsi e sul pagamento delle imposte a rate per chi rinnova il Concordato preventivo biennale. Soglia di tolleranza del 5% per l’applicazione di sanzioni in caso di discrepanza tra i dati degli scontrini e i pagamenti elettronici accettati per mitigare gli errori più lievi dopo l’obbligo di abbinamento tra registratori telematici e Pos. Proroga per la certificazione del Tax control framework al 31 dicembre 2026 per le società che hanno richiesto l’accesso alla cooperative compliance nel 2024 e 2025. Nuovi confini per la presunzione di distribuzione degli utili negli accertamenti alle società a ristretta base partecipativa, per le contestazioni di antieconomicità ma anche per i termini relativi ai controlli su quote di ammortamento e quote di spese pluriennali per cui diventa rilevante la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui per la prima volta una quota di questi componenti è stata dedotta. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Più appeal per il concordato’ – pag. 24)