Con la circolare n. 8/E dello scorso 6 ottobre l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito al concordato preventivo biennale. Prima di aderire al patto con il fisco va fatto un check up della situazione debitoria al 31 dicembre 2025 superiore ai 5 mila euro. Nel caso ci fossero importi più alti si può provvedere alla regolarizzazione prima dell’accettazione della proposta di concordato. La presenza di debiti fiscali o previdenziali di importo superiore al tetto di 5 mila euro impone prudenza. Il blocco scatta in presenza di debiti per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate o debiti contributivi che siano definitivamente accertati con sentenza irrevocabile e non più soggetti a impugnazione. La verifica del rispetto dei limiti non riguarda le posizioni di soci di società eventualmente interessate al Cpb. Nei rapporti tra associazioni e associati la mancanza di uno dei requisiti necessari per uno degli associati impedisce l’adesione del singolo ma anche dell’associazione e degli altri associati interessati.