Tcf, controlli ad hoc con criteri condivisi

12 Ottobre 2026 | Il Sole 24 Ore | Luca La Barbera | Pag. 12

I professionisti, quando sono chiamati a certificare e ad attestare il Tax control framework (Tcf), devono utilizzare parametri calibrati sulla realtà aziendale. L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 6/E del 6 agosto 2026, ha chiarito le modalità e la metodologia di valutazione del Tcf con il quale ha precisato che non esiste uno standard valutativo predefinito, ma spetta al professionista sviluppare una propria metodologia, tenendo conto delle Linee guida dell’Agenzia e degli standard di settore. Ciò non autorizza l’utilizzo di criteri occasionali, ma impone di trovare un equilibrio tra l’adattamento alle peculiarità dell’impresa e l’uniformità e il rigore delle valutazioni, attraverso cui il metodo diventa uno strumento per rendere il giudizio trasparente, ripercorribile e difendibile, così che un terzo possa comprendere perimetro, fonti, procedure ed evidenze. Criteri non condivisi genererebbero approcci disomogenei e incoerenti ma una standardizzazione rigida rischierebbe di non cogliere le differenze e le peculiarità del modello adottato dalla singola impresa. 

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